L’Italia diventa, a partire da oggi, area protetta ed il limite di circolazione imposto dal decreto dell’8 marzo scorso, si allarga a tutto il territorio nazionale.
Le restrizioni già attive in Lombardia (che secondo uno studio condotto dal Centro di ricerca sulla logistica della Liuc nel 2019, possiede il 26% del fatturato nazionale della logistica), hanno posto le basi per l’inizio di un crollo economico e ad oggi, purtroppo, la certezza della contrazione economica è un dato di fatto. Dal cigno nero che agita le borse finanziare milanesi e internazionali alla contrazione della domanda di tutti i settori legati al consumo fuori casa.
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) prevede un’economia mondiale a rischio e una crescita globale in rallentamento al 2,4% nel 2020 rispetto al 2,9% stimato a Novembre 2019, la Banca Centrale Americana, la Federal Reserve, è corsa ai ripari annunciando un ulteriore taglio dei tassi d’interesse dello 0,5%;
In ambito di trasporti viene garantito il trasporto pubblico e la libera movimentazione di merci, ma le limitazioni e le problematiche legate alle quarantene imposte ai trasportatori esteri al rientro dal nostro paese inizia a creare le primi complicazioni a livello di distribuzione.
Il settore della logistica in Italia continua la sua attività, anche se la chiusura di molte attività commerciali provocherà nei prossimi giorni una contrazione dei flussi e delle attività, sia nelle piattaforme che su strada (soprattutto nei settori non strettamente alimentari).
Importante sarà quindi il nuovo Dl salva-economia al quale il Ministero del Tesoro, in collaborazione con la Banca d’Italia, sta lavorando in queste ore.
In CGS (Consorzio Gestione Servizi), una delle società più importanti del settore logistico e supply chain del nord Italia, si lavora a ritmo serrato per garantire la continuità del servizio. Andrea Campaner, DG di CGS rassicura: “Garantiamo le misure di cautela negli ambiti lavorativi. C’è un enorme lavoro che non è solo relativo ai trasporti ma a tutto ciò che succede in magazzino, e nonostante gli equilibri delicati, i magazzini e i nostri collaboratori continuano a lavorare dando un chiaro segnale di forza e persistenza”.
Il settore della logistica italiano, alla luce del nuovo DPCM sfida le incertezze del momento e non sembra dare segni di sconfitta, si prepara piuttosto a reagire e a recuperare le inevitabili perdite che questa situazione d’emergenza comporta a livello economico